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5 Dicembre
10 min
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Obecity Stories | Anna Rita Cosso

Secondo appuntamento della nostra sezione Obecity Stories insieme ad Anna Rita Cosso, Vicepresidente Nazionale di Cittadinanzattiva.

Cittadinanzattiva è un'organizzazione italiana, senza scopo di lucro, fondata nel 1978 e riconosciuta come organizzazione di consumatori dal 2000, i cui principali obiettivi sono la promozione della partecipazione civica e la tutela dei diritti dei cittadini in Italia e in Europa.

Anna Rita ci racconta brevemente di cosa si occupa Cittadinanzattiva

Cittadinanzattiva APS è un’organizzazione, fondata nel 1978, che promuove l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza. Ha sempre posto un’attenzione particolare al diritto costituzionale alla salute, inteso sia come diritto all’accesso a servizi e terapie sanitarie in modo equo su tutto il territorio nazionale ma anche come impegno per stili di vita sani e per città che promuovano salute.

Durante il webinar organizzato da Obecity per il lancio della Piattaforma Digitale, ci ha parlato di “gruppi di cammino”. Ci racconta il suo punto di vista su questa attività e l’importanza che essa può avere?

Il principio base è che ogni persona deve investire su se stessa e sulla propria salute, in primo luogo, e che ciò può essere fatto semplicemente, senza costi e senza dover essere per forza degli sportivi.
Sicuramente i gruppi di cammino si stanno diffondendo, con forme e modalità differenti, un po’ in tutto il paese.
I Gruppi di cammino sono dei gruppi organizzati di adulti che in modo spontaneo e senza bisogno di iscrizione, sotto la propria responsabilità personale, partecipano a delle camminate collettive generalmente due volte alla settimana, mantenendo un passo cosiddetto “allenante” , all’incirca per un’ora/un’ora e mezza per 5/6 km. , sotto la guida di alcuni conduttori, che sono cittadini attivi volontari.
Spesso i gruppi di cammino sono organizzati in collaborazione con le Asl che attraverso un medico del Dipartimento di Prevenzione forniscono in particolare ai conduttori, gli elementi di base sulla fisiologia e conseguentemente su caratteristiche, durata e intensità dell’esperienza da guidare.

Ma ci sono molte altre varianti: ci sono gruppi (cito ad esempio il Piedibus del Ben Essere della provincia di Perugia) che non puntano sull’intensità del passo, ma sulla ricchezza e varietà dell’esperienza e sul valore della socialità. Di conseguenza grande cura viene rivolta agli itinerari proposti, che toccano sempre punti di interesse storico-artistico del territorio, e sulle “soste” nel corso delle quali vengono lette poesie, brani letterari o storie, in taluni casi scritte dagli stessi partecipanti al Piedibus.
Anche in questo caso ci sono dei walking leader (moltissime le donne partecipanti) che sono cittadine e cittadini attivi e volontari.

Esiste anche una Rete nazionale delle Donne in cammino che ha l’obiettivo di “diffondere la passione per il cammino e attraverso questo promuovere l’empowerment delle donne , una più forte consapevolezza di sé nel mondo e una maggiore armonia interiore. “

Io cito inoltre sempre l’esperienza del Movimento “ GirlTrek” delle donne afroamericane negli Stati Uniti: questa organizzazione è fortemente politicizzata nel senso che punta alla tutela delle salute delle donne nere, a partire dalla consapevolezza delle disuguaglianze presenti negli USA, che pesano soprattutto sulla comunità afroamericana, e per far questo crea iniziative di miglioramento della salute fisica ma anche di crescita di autostima, consapevolezza, coscienza di sé tra le donne. Attraverso la pratica quotidiana del camminare, GirlTrek che è la più grande organizzazione delle donne nere negli USA, ha chiamato a raccolta più di un milione di donne al grido: “Black Women matter”

Secondo lei quanto è importante condividere un percorso sportivo con altre persone?

La socialità è fondamentale. Fondamentale per sostenersi reciprocamente ma anche fondamentale per conoscere se stessi nel confronto con l’altro. In fondo “Camminare insieme” è un’espressione che ha tanti profondi significati ma fa sempre riferimento ad un’esperienza interiore e nel contempo implica mutuo aiuto, crescita e solidarietà. La comunità può dare una grossa mano all’individuo a scegliere per se stesso una vita sana e la salute.

Anche per i ragazzi, vivere delle esperienze insieme alla propria famiglia o meglio ancora insieme a gruppi di famiglie, può essere motivante e predisporre per sempre ad un atteggiamento positivo nei confronti dello sport: correre, nuotare, giocare, partecipare ad escursioni e trekking diventa un’attitudine radicata se affrontata dalla più tenera età insieme con la propria famiglia o con una rete di famiglie.

A proposito del “giardinaggio di comunità” invece, che cosa ci racconta?

Nell’ambito del cosiddetto “community engagement” abbiamo conosciuto molte esperienze di giardinaggio di comunità (tese ad abbellire e rianimare degli spazi abbandonati delle città) che perseguono molteplici obiettivi: combattere il degrado urbano, ma anche fare attività fisica all’aria aperta, più o meno leggera, per persone che magari vivono in condomini e non possiedono orti né giardini.

Queste esperienze possono diventare anche pura poesia come gli Angoli delle Farfalle, promossi dalla dottoressa Erminia Battista sempre a Perugia, siepi nelle quali vengono impiantate essenze molto profumate e amate dagli affascinanti lepidotteri.

Quelli che negli anni 80/90 erano chiamati gli Orti Sociali o Orti per Anziani, ossia piccoli appezzamenti di terreno affidati a dei pensionati che ne traevano prodotti per la famiglia , integrando il reddito, mangiando cose sane e facendo movimento , sono evoluti nel tempo in forme più comunitarie, ma non hanno perso il loro valore di promotori di salute.

Basti pensare all’importanza anche simbolica dell’Orto di Michelle Obama, dal punto di vista dell’educazione dei ragazzi ad un’alimentazione sana e legata alla natura e ai prodotti della terra piuttosto che al cibo industriale, tanto deleterio per la salute. Un simbolo tanto potente da essere immediatamente distrutto con il cambiamento di Amministrazione!

Tre consigli che si sentirebbe di dare a chi vuole condurre uno stile di vita sano.

Un quarto d’ora massimo di esercizi ogni mattina prima di iniziare la giornata. Io pratico da oltre undici anni “i cinque riti tibetani” e ne traggo grande beneficio ed energia, ma ognuno può scegliere il tipo di allenamento che maggiormente gli si addice.

Poi scaricarsi una App contapassi e monitorare il numero di passi fatto ogni giorno dandosi l’obiettivo quotidiano dei diecimila passi. E’ un metodo molto semplice adatto a chi, come me, non è uno sportivo . Serve a non rassegnarsi alla sedentarietà della vita di oggi. Se durante la giornata capisco di aver camminato poco, posso sempre fare un percorso più lungo per tornare al parcheggio. E se tornata a casa mi accorgo di aver fatto troppi pochi passi, ho la cyclette che mi aspetta dopo cena. (Ma mentre faccio la cyclette leggo un libro, controllo lo smartphone o guardo un film, altrimenti mi annoio.)

Terzo consiglio: vivere attiva-mente. E’ la regola d’oro, secondo me. Trovarsi un gruppo di persone attive e frequentarle. Magari persone che si occupano di migliorare taluni aspetti del proprio quartiere , oppure compagnie amatoriali che fanno teatro, o gruppi di acquisto solidale dove si comprano prodotti a chilometro zero, sani e naturali, o praticanti del Pilates o dello yoga; si può uscire la domenica con il CAI o con gruppi che organizzino escursioni facili oppure allenarsi con degli amici per intraprendere il Cammino di Francesco o di San Benedetto . Abbiamo infinite possibilità per alzarci dal divano. Let’s move!

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